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Come fare opposizione a un decreto ingiuntivo ?

giugno 22nd, 2015

In questa sede si specificheranno in modo chiaro e dettagliato le modalità con cui fare opposizione ad un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale. Per prima cosa, però, è opportuno chiarire che per decreto ingiuntivo si intende l’ingiunzione di pagamento che un Giudice ordina dopo aver analizzato i documenti forniti dal creditore.

Termini per fare opposizione

decreto ingiuntivo

Per opporsi ad un decreto ingiuntivo è necessario tenere conto del fatto che, in linea generale, dopo quaranta giorni esso passa in giudicato e, dunque, si trasforma in una vera e propria sentenza definitiva. A tale proposito, quindi, è necessario informarsi in maniera precisa in merito ai termini entro i quali è possibile fare opposizione.

Quanto costa opporsi ad un decreto ingiuntivo?

Decidere di fare opposizione ad un decreto ingiuntivo comporta preventivare una serie di spese che dovranno essere sostenute nel corso del procedimento. In tale caso, infatti, è opportuno valutare l’effettiva convenienza del dare seguito ad un procedimento di opposizione.

Se l’importo dovuto al creditore, ad esempio, è inferiore alle spese da sostenere in occasione di una eventuale opposizione, è lecito chiedersi se convenga o meno fare opposizione.

Ovviamente, al di là della convenienza economica, è sempre moralmente corretto fare opposizione ad un decreto ingiuntivo nel caso in cui si ritenga di non essere stati legittimamente chiamati a restituire il credito oggetto dell’ingiunzione.

Quando è possibile fare opposizione

In linea generale, è possibile fare opposizione ad un decreto ingiuntivo quando esso non esiste e/o è annullabile con contro – crediti o il debitore non ha il denaro sufficiente per pagare. Nel primo caso, è necessario dimostrare con dati oggettivi che il credito totale o una parte di esso non esistono.

In caso di parere positivo del Giudice, le spese sostenute per il procedimento di opposizione saranno a carico della controparte. Nel secondo caso, invece, dopo aver tentato la via della contrattazione privata con la controparte, è possibile opporsi nella speranza che, durante il procedimento, si possa raggiungere un accordo. In alcuni casi, opporsi al decreto è utile al debitore non abbiente per allontanare l’esecutività dell’ingiunzione in questione.

Patrocinio legale

Per opporsi ad un decreto ingiuntivo è necessario dare seguito ad una causa o effettuando un atto di citazione o con un ricorso. Se l’ammontare del credito è inferiore a 1000 Euro, è possibile non rivolgersi ad uno Studio Legale e, dunque, gestire l’opposizione in maniera autonoma.

A questo proposito, è opportuno specificare che, in tale caso, è competente il Giudice di Pace. Nel caso in cui, invece, l’ammontare del credito sia superiore a 1000 Euro è obbligatorio rivolgersi ad un legale che si occuperà di produrre tutti gli atti formali necessari per fare opposizione.

Come vincere l’ansia

giugno 18th, 2015

In questi anni caratterizzati da una congiuntura economica internazionale estremamente sfavorevole, la crisi ha messo in ginocchio moltissime persone, mentre altrettante sono quelle che nell’ansia di sopravvivere con la propria professione o di emergere in un momento obiettivamente difficilissimo trovano grandi difficoltà nel vivere serenamente, senza angoscia e senza pensieri disturbanti.

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Organizzati

Per affrontare la crisi e vincere l’ansia, però, occorre seguire una strategia: al bando le improvvisazioni, occorre puntare tutto sull’organizzazione, soprattutto quando le cose da fare sono tante e il tempo per farle invece è poco. Ciò vuol dire che, per portare a termine i molteplici impegni di una giornata lavorativa che a volte può sembrare infinita, occorre farsi delle scalette da rispettare in maniera rigida per evitare di cadere preda dell’ansia e fare le cose male, in maniera affrettata e imprecisa.

Fai una cosa per volta

L’ansia, si sa, è una pessima consigliera in ogni campo della vita, non soltanto in quello professionale; per evitare che cresca, impedendoci di lavorare con serenità e di concentrarci davvero su quello che stiamo facendo in un determinato momento, è importante fare una cosa per volta. Spesso, invece, nell’illusione di risparmiare tempo, si tendono a fare più cose insieme, col risultato che non solo non si risparmia tempo (si tratta appunto di una sensazione illusoria), ma il rischio di commettere errori anche gravi aumenta in maniera esponenziale.

Sono più frequenti anche le sviste, quegli errori facilmente rimediabili che però ugualmente portano via del tempo, vanificando ogni sforzo di far prima. Per questo motivo, oltre a procedere secondo la nostra personale scaletta elaborata sulla base delle necessità primarie, di cosa è importante fare prima, nel lungo periodo occorre porsi degli obiettivi e procedere anche in questo caso a tappe, affrontando un obiettivo per volta.

Poniti degli obiettivi

coaching a milanoGli obiettivi sono come stelle polari che orientano la rotta di chi lavora e si impegna per un fine ben preciso: essi fanno sì che le risorse personali, anche energetiche, non vengano sprecate, e determinano la convergenza degli sforzi su ciò che è davvero importante e che guida l’agire del singolo lavoratore in ogni sua giornata.

Questi e molti altri trucchi per affrontare con successo la crisi e vincere l’ansia che ci attanaglia in determinati frangenti vengono affrontati dallo Studio Coaching Salmeri, che si occupa proprio di crescita personale, pianificazione degli obietti e riscoperta delle proprie potenzialità.

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Autonoleggio carta di credito?

maggio 18th, 2015

Per esigenze di vacanza o di lavoro, a tutti è capitato almeno una volta di aver necessità di noleggiare un auto: di concessionarie ce ne sono tantissime, diverse tra loro per i servizi che offrono e per le vetture che propongono per il noleggio, oltre che per i prezzi, ma in una quasi tutte, o quasi, concordano. Per procedere con il noleggio è necessario fornire il numero di una carta di credito.

Questo aspetto del noleggio auto scoraggia tantissimi a procedere nella procedura di noleggio, perché raramente le società applicano deroghe su questo aspetto: mentre su altri tendono a essere più accondiscendenti, sulla carta di credito quasi nessuno cede.

Come mai è così importante fornire il numero di una carta di credito?

noleggio auto

Il motivo di tale richiesta va ricercato nella necessità da parte della società di avere in mano una garanzia valida nel caso in cui, durante il noleggio, la vettura subisca danni rilevanti non coperti dalla polizza assicurativa ma non solo, perché è anche una tutela contro le false prenotazioni, ossia contro quei clienti che, anche se prenotano la vettura, poi non procedono con il ritiro.

Nel frattempo l’agenzia di noleggio ha perso una possibilità di introito tenendo la vettura ferma senza poterla girare a un altro cliente e non riceve il dovuto dal cliente che l’ha prenotata: proprio per questo motivo la carta di credito a garanzia è fondamentale per l’agenzia noleggiante.

Inoltre, possono sorgere altri piccoli contrattempi, come la riconsegna della vettura senza il pieno di carburante (così come indicato nella maggior parte dei contratti di noleggio delle autovetture) e, in quel caso, l’agenzia è autorizzata a effettuare un prelievo forfettario dalla carta di credito fornita a garanzia.

Viene prelevato qualcosa dalla carta di credito quando si noleggia l’auto ?

Va, comunque, specificato, che se il noleggio va a buon fine e non sorgono problematiche, se come metodo di pagamento vengono scelti i contanti nel momento della presa in consegna della vettura o della riconsegna, dalla carta di credito non vengono effettuati prelievi.

Diverso è il caso delle promozioni speciali che spesso vengono proposte in rete, che richiedono il pagamento anticipato: in quel caso la carta di credito diventa strumento di pagamento e non solo di garanzia e viene effettuato il prelievo direttamente nel momento in cui viene confermata la prenotazione.

L’auto va noleggiata con la mia carta di credito ?

Comunque va detto che sulla carta di credito le agenzie di noleggio sono abbastanza diverse, perché se in alcuni casi è sufficiente presentare una qualsiasi carta di credito, intestata a un partente o a un familiare, in altri casi viene espressamente richiesto che la stessa sia di proprietà del titolare del contratto di noleggio e non di terzi soggetti.

Detto ciò, appare evidente come la presentazione di una carta di credito a garanzia sia imprescindibile, anche se esistono alcune (rare) eccezioni. Alcune agenzie, infatti, in via straordinaria accettano come garanzia anche un assegno bancario in bianco, che a meno di spiacevoli inconvenienti di noleggio, viene strappato e riconsegnato al titolare.

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Le tecniche di effrazione delle serrature

maggio 15th, 2015

fabbro a torinoLa serratura europea è una delle serrature più diffuse per quanto riguarda le porte blindate. Tanto elevata è la sua diffusione, tante sono le tecniche di effrazione che i ladri utilizzano per riuscire ad aprirla.

Se cerchi professionisti seri, che siano in grado di difendere la tua abitazione con serrature di alta qualità, visita il sito http://www.prontointervento-fabbro-torino.it/

Tecniche di tipo non invasivo

 

Manipolazione

Prevede l’utilizzo di attrezzi particolari, nello specifico il grimaldello, allo scopo di esercitare una forte pressione sui pistoni del un cilindro. In questo modo si ottiene il risultato di allineare i componenti di cifratura per qualche istante, permettendo così di azionare i chiavistelli della serratura.

Bumping

Fa uso di una chiave grezza, di una determinata marca di serrature, che viene fresata per realizzare dei denti uguali e profondi in tutte le posizioni. La chiave viene chiamata bump key ed è adoperata inserendola nel cilindro e battendola sul retro tramite un percussore fatto di plastica dura. Allo stesso tempo vengono eseguite delle piccole rotazioni utilizzando un ferro a L, che fa da tensore, fino a trovare il punto di allineamento dei pistoni del cilindro, e poter così aprire la serratura.

Picking

Utilizza una vibrazione con grimaldello, che serve a rendere più veloce il bumping. È efficace su alcuni tipi di cilindro europeo che hanno un livello di sicurezza medio-basso.

Tecniche distruttive

 

Tubo rompi cilindro

Questa tecnica di effrazione adopera un tubo di acciaio la cui testa è intercambiabile. La forma incava di quest’ultima serve ad agganciare la sagoma che sporge dal cilindro e di conseguenza, ad agire con strattoni e leve di forte intensità, che vadano a spezzare il cilindro, così da poterlo estrarre dalla sua sede. Una volta che il corpo del cilindro è uscito per metà, è possibile adoperare un normale cacciavite per agire sul carrello che permette di trascinare i chiavistelli, sbloccando così la serratura.

Tubo innocenti

Viene chiamato anche tubo rompi defender. La tecnica è analoga a quella del tubo per la rottura del cilindro, ma la testa è capace di agganciare il corpo del defender. Per ovviare a questo problema, è possibile fare uso di un defender antishock, la cui forma particolare ne previene l’estrazione.

Perforazione del cilindro

Questa tecnica agisce sulla parte esposta del rotore del cilindro frantumandolo, per poter accedere alla parte centrale con un cacciavite a taglio, per azionare le mandate della serratura. Questa tecnica è inefficace se si adopera un defender.

Estrattore

Questa tecnica consiste in un’azione volta a estrarre il barilotto o lo statore del cilindro ed è una delle più efficaci per quanto riguarda gli attacchi ai cilindri europei.

Perforazione del defender

È una tecnica piuttosto recente che permette di estrarre la pastiglia di protezione o la zona del rotore, dopo averla fresata. Questo permette di poter avere accesso diretto al cilindro e applicare una delle altre tecniche viste sopra.

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Conservazione Sostitutiva, a cosa serve

aprile 27th, 2015

Le persone che si occupano, già da tempo, della gestione di un qualsiasi settore amministrativo di un’azienda di medie/grandi dimensioni, sono certamente al corrente delle nuove regole introdotte dagli organi e dagli uffici preposti, in materia di gestione documentale e, di conseguenza, della conservazione sostitutiva.

conservazione sostitutivaSiccome il nostro stato italiano e, nella fattispecie, la PA (Pubblica Amministrazione) si fida ciecamente del lavoro dei suoi contribuenti, delle imprese che contribuiscono a dare forza e concretezza al nostro paese, la persona che, trovandosi alla direzione di una di queste imprese, decidesse di adottare il sistema della conservazione sostitutiva, lo potrà fare, purché questo sistema scelto soddisfi i requisiti che servono a garantire l’originalità dei documenti e la loro reperibilità per tutti i 10 anni previsti dalla legge.

Il lato positivo è che comunque, nel prossimo decennio, queste imprese andranno incontro a risparmi considerevoli, sia da un punto di vista del costo economico riguardante la concreta eliminazione delle stampe cartacee, sia a livello di impatto ambientale, in quanto avere meno carta in circolazione, significa meno alberi abbattuti e quindi una minore emissione di anidride carbonica nell’atmosfera; senza contare poi la sostanziale riduzione dei rifiuti da smaltire dovuti alle stampe (cartucce, toner).

Non siamo degli esperti in materia ma proviamo a sintetizzare in cosa consiste, in parole povere, la conservazione sostitutiva dei documenti.

In definitiva si tratta di integrare con le già note procedure di gestione documentale, anche tutta la parte inerente all’archiviazione dei sostituti cartacei dei circa 200.000 documenti prodotti in un anno da una grande impresa, utilizzando un sistema di regole ben definite, attraverso le quali, si possa: garantire l’autenticità di quanto è riportato nel documento e stabilirne con assoluta certezza il momento temporale in cui esso è stato emesso. Non deve essere possibile alterarne il contenuto, deve quindi essere una fotografia del documento specifico pur non avendone mai materializzato il contenuto su supporti cartacei.

Per permettere tutto questo sono state introdotte delle nuove procedure informatiche ben specifiche e nominate delle nuove figure professionali di cui l’azienda si deve servire per poter soddisfare i requisiti richiesti dagli organi della Pubblica Amministrazione preposti, primo tra tutti l’Agenzia delle Entrate addetta al controllo ed alla vigilanza sulla validità delle procedure.

Un esempio è la figura del Responsabile della Conservazione Sostitutiva che, nei confronti del sistema di gestione documentale, ha un ruolo di centrale di prim’ordine. A questa persona verranno infatti demandate tutte le attività competenti a questo ramo dell’amministrazione aziendale, e che, sempre secondo quanto previsto dalla legge, potrebbe anche essere svolto da un’azienda di servizi o da un professionista esterno all’azienda.

Il General Contractor

aprile 22nd, 2015

Quando ci si appresta alla realizzazione di un’opera edilizia, di grandi o piccole dimensioni, o si vuole riqualificare uno spazio, si ricorre a varie figure professionali. Spesso la ricerca di tali ruoli è dispersiva, e non garantisce né la breve tempistica di consegna, né la qualità, che deriverebbe dall’unicità di uno stile architettonico.

Per portare a termine l’idea costruttiva di uno spazio, o più semplicemente, la progettazione di un ufficio o l’arredo di un hotel, risulta necessaria la presenza di un progettista. Di solito questo ruolo è ricoperto dall’architetto, che si occupa dell’ideazione della costruzione o della riqualifica dell’ambiente sul quale si vuole intervenire. L’architetto disegna l’dea, progetta gli allestimenti. L’ingegnere, poi, risolve le questioni tecniche di tutte le tappe della progettazione, che sia la costruzione o il recupero dello spazio da abitare. Il connubio di questi ruoli è fondamentale nella realizzazione di un progetto ambientale. Così come lo è la presenza di altre figure professionali, che possono essere quella di un designer, un tecnico impiantista, e la manodopera finale, esplicata dalle aziende edili, muratori, piastrellisti o di altri soggetti, di cui necessita la realizzazione del progetto.

Mettere insieme tutte queste figure ed avere un risultato che abbia un’unicità di stile, dell’insieme costruito e arredato, è un pò difficile, a meno che non si segua il progetto meticolosamente ed in prima persona. Poter affidare lo sviluppo di un’idea costruttiva ad un unico soggetto, che risolva il progetto nella sua completezza, raggiungendo gli obiettivi finali, è possibile con la figura del General Contractor.

General contractor torino

Chi è il General Contractor

Letteralmente “contraente generale”, è un interlocutore unico, che si occupa di concretizzare un’idea progettuale ed operativa, dall’inizio fino alla fine. Questa espressione è nata fuori dall’Italia, utilizzata molto all’estero e usata nel nostro paese, inizialmente in relazione alle opere pubbliche. Le aziende General Contractor hanno all’interno un team di professionisti, che ricoprono tutti i ruoli di cui necessita la realizzazione di un progetto abitativo. Studi di architetti, ingegneri, designer, e team, di operai specializzati per la realizzazione concreta e la messa in opera finale.

Di cosa si occupa

L’attività del General Contract è a 360 gradi, poiché si assume la direzione dei lavori, l’esecuzione, la fornitura degli arredi e la pianificazione dei costi. Si fa carico anche della risoluzione degli aspetti burocratici, per il rilascio delle autorizzazioni, con l’applicazione di leggi, normative e direttive statali e comunali, che regolamentano l’edilizia. E’ un soggetto unico con cui interloquire. Fornendo una serie di servizi integrati, elimina all’utente tutti quei passaggi, necessari e dispersivi, che segnano le tappe di un progetto, dall’inizio della sua ideazione, fino alla sua messa in opera. L’utente ha fin da subito la certezza di quali siano i costi finali, la definizione dei tempi, e la qualità dei materiali che saranno impiegati, per portare a termine il processo dell’opera da attuare.

Controindicazioni all’implantologia dentale

aprile 8th, 2015

In realtà tutte le persone che godono di buona salute, che hanno delle vere motivazioni e sono ben decisi a farlo possono ricorrere senza problemi ad un intervento di implantologia dentale. È doveroso e opportuno sottolineare che un implantologo esperto, dovrà scrupolosamente valutare “la situazione clinica generale” del paziente e solo dopo averlo fatto decidere se iniziare a procedere con impianto-particolarel’intervento di implantologia. Nelle ricerche mediche esistono solo due tipi di controindicazioni all’implantologia dentale: quella relativa e quella assoluta.

Le controindicazioni relative

Malattie autoimmunitarie (per esempio artrite reumatoide, Lupus eritematoso), diabete grave, malattie cardiache (ma a volte con una cura antibiotica preventiva potrebbe riparare il paziente dall’eventuale rischio di infezioni), disturbi della coagulazione sanguigna, patologie delle mucose orali. Per l’osteoporosi dobbiamo affrontare un discorso a parte in quanto, contrariamente a quanto possiamo pensare, in questi casi l’implantologia non è sconsigliata. Tutti i pazienti che da anni assumono gli alendronati, farmaci che vengono prescritti per la cura di questa malattia, devono essere valutati con particolare attenzione perché potrebbero incappare, con l’implantologia, in una osteonecrosi. Così come va analizzata con attenzione anche la qualità dell’osso presente. Va detto che, in ogni caso, gli impianti che vengono inseriti, anche in ossa che risultano scadenti per via dell’osteoporosi, durano quanto quelli che vengono posizionati nei pazienti che hanno delle ossa sane.

Controindicazioni assolute

Immunodeficienze: cioè quando il paziente risponde alle infezioni in modo deficitario e risulterebbe quindi troppo vulnerabile per poter affrontare l’intervento. Cirrosi epatica, uso di sostanze stupefacenti, malattie neurologiche gravi ( Morbo di Alzheimer, ictus, Morbo di Parkinson), insufficienza renale, gravi disturbi psicologici. Pazienti sottoposti a terapie radiale o a chemioterapia (devono almeno passare almeno 2-3 mesi dalle cure) e neoplasie in atto.

Le avvertenze generali

perimplantiteVanno escluse, seppur temporaneamente, le donne in gravidanza. Per quanto riguarda poi tutti i pazienti che non riescono a mantenere una corretta igiene orale dovranno imparare assolutamente ad esercitarla nella maniera corretta per poter controllare la placca batterica e non incorrere nella perimplantite ( perdita degli impianti); i fumatori ostinati devono essere messi a conoscenza del fatto che il fumo rallenterà la osteointegrazione degli impianti prolungandone così la guarigione.

L’età del paziente

In generale l’età del paziente non è importante ai fini implantologici, in Svezia addirittura hanno svolto degli studi dai quali si è rimarcato il fatto che questi impianti fatti su pazienti con 80-90 anni avevano ottenuto la stessa percentuale di riuscita di pazienti più giovani. Vanno però esclusi i ragazzi giovani, quelli con meno di 18-20 anni essendo ancora in fase di sviluppo e crescita ossea: per loro l’intervento è sconsigliato.

L’implantologia dentale

febbraio 28th, 2015

L’implantologia dentale è una tecnica sempre più richiesta perché in caso di perdita di denti permette di avere denti fissi in grado di dare al paziente la stessa esperienza di masticazione dei denti naturali e risultati estetici gradevoli.

Per poter procedere all’inserimento di impianti endossei è necessario che ci sia sufficiente quantità di osso mandibolare e mascellare.

Diverse sono le cause che possono portare insufficienza ossea, nella maggior parte dei casi ciò avviene perché, dopo la perdita di uno o più denti, è trascorso un lasso di tempo notevole prima di procedere con gli impianti dentali, ad esempio quando si applicano protesi mobili per lunghi periodi.

Insufficienza ossea

L’insufficienza può essere dovuta anche ad un’infiammazione delle gengive, dell’osso mascellare o mandibolare.

Per superare l’insufficienza ossea sono oggi disponibili diverse tecniche, in primo luogo in caso di eduntelismo e quindi mancanza di un’intera arcata dentale, è possibile procedere con la tecnica All On Four o All on Six, tutto su 4 o 6.

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In questo caso si applica una procedura computer guidata in grado di individuare dei punti di innesto validi e l’inclinazione da dare ai 4 perni per ancorare bene gli impianti sui quali applicare le protesi, ciò anche nel caso in cui il materiale osseo sia ridotto.

Questa tecnica permette anche il carico immediato, quindi è possibile inserire i perni e subito dopo le protesi senza dover attendere la rigenerazione ossea.

Un’altra possibilità è data dagli innesti ossei, in questo caso è necessario prelevare materiale da altra parte del corpo, oppure procedere ad un trapianto eterologo, cioè con prelievo di materiale da cadavere, il rischio di rigetto nel secondo caso di sicuro è rilevante.

Proprio per evitare ciò sono stati studiati materiali sostitutivi, di origine naturale, in grado di guidare e favorire il processo di rigenerazione ossea del paziente.

In caso di mancanza di osso si può utilizzare anche la tecnica del rialzo del seno mascellare, questo è una cavità piena di aria che arriva dalle fosse nasali e si trova alle radici dei premolari e molari superiori.

Quando vi è un’atrofia dell’osso che impedisce l’applicazione degli impianti fissi è possibile procedere senza innesto osseo, ma con un rialzo del seno mascellare da eseguire tramite un piccolo foro alla base del seno mascellare.

Con un tecnica avanzata si procede a sollevare la membrana del seno evitando di danneggiarla, si forma quindi una piccola cupola da riempire con materiali che favoriscono la rigenerazione ossea, può trattarsi sia di osso del paziente parcellizzato, ma anche sangue dello stesso paziente o materiali osteoconduttivi. A questo punto l’osso sottostante produrrà nuovo osso a cui ancorare gli impianti.

Per evitare lunghe , pericolose e dolorose tecniche di innesto osseo , potreste risolvere iil problema con gli impianti zigomatici ! Maggiori informazioni sul sito del centro specializzato nell’implantologia zigomatica .

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Immobiliare Cantisani a Firenze

febbraio 26th, 2015

Tra le agenzie immobiliari Firenze, spicca la Immobiliare Cantisani che da molti anni si occupa di compravendite immobiliari nel capoluogo toscano. La grande esperienza dell’agenzia e dei suoi collaboratori, rappresentano la sicurezza per il cliente di una cura particolare per ogni aspetto del processo di acquisto o vendita case Firenze. Lo staff è composto da personale giovane e dinamico, che possiede una grande conoscenza delle zone in cui opera e può anche vantare una notevole competenza sulle dinamiche del settore immobiliare. Anche nei momenti di crisi del mercato, l’agenzia Immobiliare Cantisani è in grado di far concludere ai propri clienti degli affari convenienti. Questo è possibile grazie al costante e giornaliero studio del mercato delle abitazioni, unico modo possibile per garantire un’informazione sui pressi sempre aggiornatissima.

affitto case firenzeIl cliente viene seguito in tutte le fasi del processo, dalle visite ai differenti immobili, in fase di scelta, fino alla stesura del contratto finale di compravendita. In questo modo è possibile affidarsi alle mani degli esperti e non sentirsi abbandonati in un momento di scelta così importante per la vita dell’acquirente e del venditore. Se si desidera mettere in vendita la propria abitazione, il personale dell’agenzia provvederà ad offrire tempestivamente una valutazione dell’immobile e rimarrà a completa disposizione per eventuali dubbi o domande di chiarimento ulteriori. L’agenzia è attiva anche per affitto case Firenze, curando, anche in questo frangente, ogni aspetto burocratico per conto del cliente. Se si desidera ricercare un immobile da prendere il locazione, quindi, ci si può affidare allo staff esperto dell’Immobiliare Cantisani che saprà consigliare il cliente nel modo migliore, valutando attentamente le richieste specifiche. Sulla base delle informazioni fornite, verrà individuata la soluzione più adatta alle esigenze del soggetto e verranno risolte tutte le questioni burocratiche, come la stesura del contratto di affitto.

Impianti senza innesto di osso

febbraio 11th, 2015

L’implantologia classica non sempre, riesce a soddisfare purtroppo, tutti i casi che sono accomunati da un’elevata perdita di denti. In alcuni pazienti la carenza di osso mascellare è così accentuata, che rende inutile la metodologia implantare con l’utilizzo di impianti in titanio di lunghezza tradizionale, a motivo di una scarsa stabilità. Cosa si può, allora, fare?

Fino a qualche anno fa si praticavano frequenti interventi con innesti di osso prelevati in altre parti del corpo del paziente stesso, o come alternativa, si procedeva ad innestare ossa di origine animale e, i alcuni casi, ossa di sintesi. Tutti questi modi di intervenire avevano in comune che il paziente si sottoponesse prima all’intervento chirurgico per l’innesto osseo e poi, sempre se l’innesto aveva avuto successo, trascorso un periodo di tempo che poteva arrivare anche ad un anno, si procedeva con l’implantologia tradizionale.

impianto-denti-poco-ossoOggi vengono utilizzati più facilmente gli impianti senza innesto di osso, evitando al paziente di sottoporsi a due interventi chirurgici e questo proprio grazie all’adozione degli impianti zigomatici.

Come facilmente lascia intuire il nome, questi impianti sono caratterizzati da una maggiore lunghezza e vengono fissati direttamente e stabilmente all’interno dell’osso zigomatico, che, diversamente da quello mascellare, non presenta, nemmeno con il passare degli anni, alterazioni di spessore.

Un ulteriore vantaggio di questa tipologia di impianti è evidenziato dal fatto che permette il carico immediato, cioè il collegamento, per mezzo di specifiche viti, ad una protesi fissa in grado di supportare, un’arcata di ben 12 denti realizzati in zirconio ceramica, con soli 4 impianti.

innesto-osseo-vs-impianto-zigomaticoCome possiamo osservare dalla tabella, gli impianti senza innesto di osso, nel confronto con gli innesti ossei, hanno una percentuale di successo altissima, tempi di guarigione più rapidi ed un impatto economico minore. Vincono, quindi, decisamente la partita con ampio vantaggio.

Tutta la procedura verrà prima elaborata attentamente a tavolino dal chirurgo che effettuerà l’intervento. Sarà esaminerà scrupolosamente la TAC del paziente e poi si programmerà l’operazione. Tale intervento dovrà venir eseguito in anestesia generale in quanto le anestesie locali non sono sufficienti ad addormentare anche l’osso zigomatico.

Ad intervento concluso il paziente ritroverà finalmente il sorriso perso, e potrà parlare e mangiare fin da subito. Senza contare, poi, che i tessuti molli del viso, come le labbra e le guance, ritroveranno il loro tono, grazie proprio al sostegno interno degli impianti ed il viso tornerà ad essere fresco, come ringiovanito.

Se anche voi avete un problema di atrofia dell’osso mascellare, non esitate a contattare un centro specializzato in impianti senza innesto di osso . Tornerete presto a sorridere e non solo!

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